Geoblocking, cosa cambia in Europa per chi fa shopping online

3 Dicembre 2018

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Abolito dal 3 dicembre la regola dei blocchi geografici sui siti: l’ecommerce diventa senza confini in tutta l’Unione europea. Ancora fuori ebook e audiovisivi.

Buone notizie per i consumatori che decidono di fare acquisti online su siti di altri Paesi dell’Unione europea. Dal 3 dicembre 2018 entrata in vigore la nuova normativa comunitaria sui blocchi geografici, il cosiddetto geoblocking, per garantire agli utenti la libertà di acquistare su siti di ecommerce esteri senza dover essere obbligatoriamente reindirizzati ai rispettivi portali nazionali.

Nel provvedimento Eu/2018/302, emanato lo scorso marzo, il Parlamento e il Consiglio europeo sanciscono l’abolizione delle discriminazioni e di ogni blocco ingiustificato. D’ora in poi siti, app e altre interfacce non potranno più impedire l’accesso agli utenti soltanto sulla base della nazionalità o della posizione geografica individuate tramite indirizzo Ip.

“Si tratta di un importante provvedimento che contribuisce alla realizzazione del mercato unico digitale e che permetterà di supportare lo sviluppo del commercio elettronico transfrontaliero abbattendo blocchi geografici ingiustificati” ha dichiarato in una nota Roberto Liscia, presidente di Netcomm (il consorzio del commercio digitale italiano), che ha collaborato, insieme all’associazione Ecommerce Europe, alle fasi di stesura del testo da parte dell’Europarlamento.

E l’esigenza di una regolamentazione sui “blocchi geografici” è giustificata anche in base ai dati relativi ai volumi di crescita dell’ecommerce in Europa. Qui il settore vale intorno ai 600 miliardi di euro con percentuali di crescita costanti e a doppia cifra in tutti i Paesi dell’Unione.

Fonte: www.wired.it